Il progetto dell'Ecomuseo del Freidano
Il progetto dell’Ecomuseo del Freidano si configura come un “work in progress”, articolato su una serie di temi/guida che si basano sull’intreccio fra le caratteristiche naturali del territorio in oggetto, le sue vicende storiche e la crescita infrastrutturale e tecnologica che in esso sono avvenute.
Questo disegno ecomuseale si è pertanto sviluppato utilizzando il lungo corridoio naturale –antropico e simbolico – del fiume Po e di tutto quanto l’uomo ha saputo costruire parallelamente ad esso. Specchio del tracciato fluviale da cui esso stesso discende, il rio Freidano (e il suo Ecomuseo) sono dunque metafora di questa sovrapposizione di paesaggi, perlomeno nel tratto da Abbadia di Stura a Chivasso.
L’Ecomuseo del Freidano si estende sulla sinistra orografica del Po, interessando i comuni di San Mauro Torinese, Settimo, Brandizzo, Chivasso e alcune propaggini marginali dei territori di Castiglione Torinese, Gassino e San Raffaele Cimena. Si tratta di una fascia che si sviluppa per complessivi 12 Km, interamente compresi nell’area nord-est della cintura torinese e che presenta numerosi punti di contatto e sovrapposizione con il sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po. L’area sottesa si pone inoltre come ponte -verso ovest- fra il sistema ecomuseale urbano della Città di Torino (EUT) e -verso est- con quello del Canale Cavour e delle “Terre d’acqua” che interessano il territorio Chivassese e del vercellese risicolo.
Di quanto previsto nella prima fase del progetto sono stati realizzati, a partire dal 1997:
il recupero del Mulino Nuovo, costituito da due edifici principali, peraltro di notevole interesse architettonico: il silo (che ospita il Museo Etnografico) e l’ex mulino vero e proprio, in cui trovano spazio gli uffici della Fondazione ECM, nonché il secondo Centro visita e i laboratori didattici dell’ Ente Parco del Po.
i percorsi ciclabili, che si snodano dal confine con San Mauro lungo tutto il territorio settimese a ridosso del Po fino a piazza Freidano, alle spalle del Mulino Nuovo, interessando la sistemazione dell’area naturale definita "Mezzaluna". Il parco che si estende su quest’area attrezzata, realizzata nel 2005, copre un’estensione di circa quattro ettari ed è parte integrante del progetto “PRUSST-PLAN 2010”.
Nella prima parte del progetto di Ecomuseo del Freidano si è inoltre elaborata l’ipotesi preliminare di riqualificazione dell’area ospitante quanto rimane della cosiddetta ex Cava Pedrale: una drag-line fluviale da decenni in disuso e da convertire in un’area attrezzata ricettivo-ricreativa di avvicinamento al fiume Po. Contestualmente a questo intervento è inoltre previsto il restauro del Mulino Vecchio e delle sue attrezzature. L’ex impianto feudale, riscattato dalla comunità settimese sin dal 1865, è ubicato in prossimità del centro urbano ed era anch’esso anticamente alimentato dalle acque del rio Freidano.
Col procedere della ricerca, il bisogno di dare visibilità allo sviluppo cronologico di un territorio relativamente complesso come quello settimese, ha dato vita alla seconda fase del progetto (denominata Ecotempo – Museo del Novecento), che prevede:
l’individuazione di itinerari tematici sull’intero territorio settimese;
la realizzazione del "Parco dell’Energia" lungo il canale Freidano;
il potenziamento dei percorsi ciclopedonali verso Torino;
un più stretto collegamento con il Parco Fluviale del Po Torinese che va da Moncalieri fino a Chivasso, con la progettazione di percorsi ciclopedonali verso Brandizzo, sinora non contemplati se non per sommi capi;
la connessione con l’Ecomuseo del Canale Cavour a Chivasso e l’Ecomuseo delle Terre d’acqua nel vercellese;
la costruzione dei percorsi che ricalchino le direttrici evolutive/insediative dei cosiddetti “mulini del capitalismo agrario” disseminati nell’area metropolitana torinese.