Museo del Novecento/Ecotempo
Dai primi anni Ottanta del Novecento il territorio di Settimo Torinese è stato laboratorio di approfondite ricerche archeologico-industriali che hanno portato all’ideazione di un progetto di Ecomuseo, pubblicato nel 1985 e concretamente realizzato (seppur in modo ancora parziale) a partire dal 1997.
Sede centrale dell’Ecomuseo del Freidano è l’ormai noto
Mulino Nuovo: un complesso molitorio sorto su una preesistenza d’età napoleonica, giunto sino a noi attraverso alterne vicende storiche e definitivamente recuperato ad uso pubblico a partire dal 1996.
Col procedere della ricerca, il bisogno di dare visibilità allo sviluppo cronologico di un territorio relativamente complesso, ha gradualmente spostato l’interesse dall’
Ecomuseo del Freidano propriamente detto verso un più articolato Ecomuseo del Tempo (da cui Eco-Tempo): Energia, Tempo e Spazio Urbano sono divenuti in tal modo i caposaldi su cui articolare la successiva evoluzione dell’esperienza.
Il progetto "Museo del Novecento-Ecotempo", formulato nel corso del biennio 2004-05, intende pertanto la città stessa come luogo di rappresentazione della propria storia: una storia che si manifesta nelle sue molteplici trasformazioni urbane e territoriali in cui Passato, Presente e Futuro interagiscono strettamente fra loro. Una città intesa, anche, come insieme di punti nodali costituenti il museo diffuso, punto nodale essa stessa di un sistema d’ambito territoriale più vasto, aggregato per macroscale sino a costituire una rete articolata a livello regionale, nazionale ed europeo.
Per questo, Ecotempo non è un museo o un ambito cronologico preciso ma un luogo -del tempo e dello spazio- il più possibile aperto. Questa assenza di limitazioni concettuali e strutturali alla fruizione più ampia e diversificata dei reperti e dei siti, alimenta uno scenario alternativo rispetto alle tradizionali modalità conservative: l’Ecotempo, sulla base delle strutture esistenti e dei recuperi già effettuati, ne prevede la tutela e la sistemazione in
itinerari che si integrano nella città -che continuamente si rinnova- come elementi del passato capaci di far comprendere il presente e di influire sulle scelte future.
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